Investitore come convincerlo di puntare sulla tua app
Scritto il 20 Novemebre 2017

Come convincere un investitore?

Su 100 business plan presentati, solo 50 progetti vengono selezionati al Primo screening per poi rimanere in 20 progetti selezionati nella fase di Analisi approfondita, per poi venire ancora scremati a 10 progetti selezionati nella “Due diligence” e solo 2-3 investimenti vengono realmente effettuati.

Questo non vuol dire che sia impossibile ricevere denaro per sviluppare la propria app ma bisogna seguire dei semplici accorgimenti.

Le principali motivazioni che spingono un venture capitalist ad effettuare un investimento in una determinata idea di app sono:

  1. Le competenze del management: la start up deve essere composta da un team affiatato con competenze ben precise, se sei da solo trova persone che possano affiancarti
  2. La chiarezza nella definizione del piano di sviluppo e soprattutto realistico
  3. L’attrattività del settore: bisogna proporre il progetto a investitori in target e quindi potenzialmente interessati al settore dove la start up e la tua app andrà a lavorare
  4. La difendibilità del vantaggio competitivo nel tempo, l’aspetto differenziante del proprio progetto non può essere un semplice aspetto facilmente implementabile dal competitor ma un aspetto chiave al quale, se i potenziali concorrenti vorranno adeguarsi, dovranno “ribaltare” la propria app.
  5. I tassi di crescita attesi devono essere significativi, non si può convincere un investitore a “rischiare” 100.000 € per una start up che a regime fatturerà 100.000 €
  6. La way-out: l’investitore impiega del denaro con lo scopo, dopo 3/5 anni, di vendere le sue quote e aver fatto fruttare il suo capitale.

 

Motivazioni più frequenti per la mancata accettazione della propria idea di app:

  1. Business model e/o piano di sviluppo non condivisibili o irreali
  2. Profilo del management non adeguato: il team non ha le skills adatte per il tipo di app e di mercato, oppure si è da soli e non esiste neanche un team.
  3. Tassi di crescita e dimensioni prospettiche non interessanti: se la vostra app non ha una solida idea di business o i costi di sviluppo, marketing e del personale sono maggiori dei potenziali guadagni, l’investitore non avrà interesse a impiegare del denaro nella vostra start up.
  4. Assenza di difendibilità del vantaggio competitivo: se l’aspetto differenziante della vostra app è facilmente replicabile da un competitor
  5. Scarsa attrattività del settore: vi siete rivolti a presentare la vostra app ad un investitore non in target oppure è proprio il settore non ancora pronto ad accettare la vostra idea di app.
  6. Stadio di sviluppo eccessivamente early, ovvero che è ancora troppo nello stato embrionale è per questo che consigliamo sempre di realizzare almeno una versione beta o demo dell’app per mostrare al meglio le funzionalità dell’app.
  7. Mancato accordo sulle condizioni di ingresso o di way-out: le vostre richieste di capitale necessarie per lo sviluppo della vostra app o le clausole per la vendita delle quote dopo 3/5 anni non risultano vantaggiose per l’investitore

L’investitore tenderà a privilegiare imprese:

  • con un valido progetto di sviluppo e con prospettive di crescita, sia dimensionale, che reddituale. Si tratta quindi di imprese con un prodotto/servizio di successo, caratterizzato da scarsa imitabilità e bassa sostituibilità rispetto ai prodotti concorrenti, che gode di un effettivo vantaggio competitivo e il cui mercato di riferimento presenti ancora elevate potenzialità di espansione e un forte tasso di crescita.
  • guidate da un imprenditore valido, che si dimostri determinato, ambizioso e corretto nella realizzazione del progetto di sviluppo. L’imprenditore deve, quindi, perseguire obiettivi di sviluppo dell’impresa e di affermazione personale impegnativi, ma realistici, tali da suscitare fiducia nell’investitore. Inoltre, deve essere disposto a condividere le proprie linee strategiche con shareholders terzi.
  • con un buon management, formato da persone con consolidata esperienza e con conoscenza specifica del settore.
  • per le quali sia possibile prevedere in prospettiva una modalità di disinvestimento, che consenta di facilitare la realizzazione del capital gain (per il private equity e il venture capital).

 

L’operatore tipicamente:

  • partecipa alle scelte strategiche dell’azienda, limitando il suo intervento alle decisioni che possono modificare la combinazione prodotto/mercato/tecnologia su cui si basa l’azienda e alle decisioni di investimento più significative;
  • solitamente propende per la trasformazione dell’azienda in S.p.A.;
  • lascia al socio imprenditore e/o al gruppo dirigente piena autonomia nella gestione operativa quotidiana dell’azienda;
  • una volta acquisita la partecipazione, pretende che gli siano forniti tutti i dati necessari per tenere sotto controllo l’andamento della società, al fine di individuare tempestivamente eventuali problemi;
  • richiede una prova dell’affidabilità della funzione amministrativa ed eventualmente la certificazione del bilancio;
  • nel rapporto con l’imprenditore, vuole la disponibilità ad un colloquio leale, aperto e costruttivo, ed una totale trasparenza, nell’interesse dello sviluppo aziendale.



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